Come funziona la memoria (e perché certe cose non le dimentichiamo mai)
- 28 feb 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Ti ricordi quella volta?
Ci sono ricordi che tornano da soli, anche a distanza di anni, e poi c'è l'appuntamento dal commercialista, sparito nel nulla. La memoria sembra fare di testa sua, ma capire come funziona la memoria aiuta a farci pace. Conoscerli aiuta a capire perché ricordiamo certe cose e ne dimentichiamo altre.
La memoria non è un archivio
Siamo abituati a immaginare la memoria come un magazzino nella nostra mente, in cui informazioni ed eventi sono accatastati in modo più o meno ordinato. In realtà la memoria lavora in modo attivo: ogni nuova informazione viene collegata a quelle già presenti, e ogni volta che un ricordo viene richiamato viene ricostruito e riorganizzato per restare coerente con ciò che abbiamo imparato nel frattempo. Per questo due persone possono ricordare lo stesso episodio in modo diverso, ed essere entrambe in buona fede.
Come funziona la memoria: codifica, ritenzione e recupero
Per fare questo lavoro complesso la memoria usa tre processi distinti. La codifica è l'ingresso: il modo in cui un'informazione viene recepita e inserita tra quelle già presenti. La ritenzione riguarda il consolidamento del ricordo, la capacità di renderlo stabile e di rendere più profonda la traccia mnestica. Il recupero è il processo che ci permette di richiamare le informazioni quando ci servono.
Perché dimentichiamo: attenzione, emozioni e motivazione
In ciascuna di queste fasi possono esserci interferenze da parte di attenzione, motivazione ed emozioni. Se la capacità attentiva è compromessa, perché siamo stanchi o l'ambiente non ci permette di concentrarci, la codifica ne risente, e con lei la ritenzione e il recupero. I ricordi con una forte carica emotiva, al contrario, si fissano con più facilità. Alcune emozioni però, come la paura, possono avere l'effetto opposto: certi ricordi dolorosi vengono allontanati dalla coscienza in modo automatico e inconsapevole, come forma di protezione.
Quanti tipi di memoria esistono
Quando parliamo di memoria, in realtà parliamo di sistemi diversi. La memoria a breve termine trattiene le informazioni per pochi secondi e comprende la memoria di lavoro, quella che usiamo per tenere a mente un numero di telefono mentre lo digitiamo. La memoria a lungo termine custodisce invece i ricordi stabili: quella episodica riguarda gli eventi (la caduta delle Torri Gemelle), quella semantica le nozioni (la data dell'11 settembre 2001), quella autobiografica gli episodi che hanno noi come protagonisti (dove eravamo quando la TV ha interrotto i programmi per dare la notizia). C'è poi la memoria procedurale, quella implicita che ci permette di andare in bicicletta senza pensarci, e la memoria prospettica, che ci ricorda le cose da fare: prendere un farmaco, presentarci a un appuntamento.
Agende, post-it e mnemotecniche
Per sostenere la memoria usiamo da sempre strategie quotidiane: l'agenda per gli appuntamenti, la lista della spesa, i post-it per ricordarci di chiamare la nonna, la mamma, la zia Eugenia. Esistono poi tecniche più specifiche, le mnemotecniche, pensate per memorizzare informazioni, numeri o nomi. Alcune, come il metodo dei loci o il metodo facce-nomi, usano le immagini mentali per associare gli elementi o metterli in sequenza; altre riorganizzano il materiale con codici e categorie. Richiedono allenamento e un certo impegno, ma funzionano: la frase "Ma con gran pena le reca giù" per ricordare i nomi delle Alpi è un classico che non delude mai.
Quando ha senso parlarne con una psicologa
Dimenticare ogni tanto è normale, e nessuna memoria è perfetta. Se però le dimenticanze diventano frequenti, interferiscono con il lavoro o con le relazioni, o si accompagnano a stress e ansia, può essere utile fermarsi a capire cosa sta succedendo: spesso non è la memoria il problema, ma il carico che stiamo portando.
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Ricevo in presenza a Trento e online.
E poi, diciamolo: le sigle dei cartoni animati le ricordiamo tutti, e anche "All the Small Things" dei Blink-182. Forse ci servono a riprenderci momenti che stavamo quasi dimenticando di aver vissuto. O forse sono solo dannatamente belle, e le cose belle è bene tenersele strette.




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