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Buoni propositi di settembre: e se ci facessimo domande diverse?

2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Buoni propositi di settembre: il mito del nuovo inizio

Settembre viene raccontato come il mese dei nuovi propositi, il momento della ripartenza. C'è però un altro modo di affrontare questo passaggio, che può avere effetti diversi su di noi: partire dalle domande invece che dai traguardi.


Quaderno nuovo e matite su una scrivania, immagine per un articolo sui buoni propositi di settembre.

Settembre is the new Gennaio

Lo sappiamo: settembre è come gennaio. Quasi ci obbliga a porci delle questioni, a fare progetti: "inizio ad andare in palestra", "comincio la dieta", "avrò un sonno regolare", "lavorerò meglio". I buoni propositi di settembre sono quasi un rito collettivo.


Cosa voglio portare con me?

Prima di decidere cosa aggiungere, può essere utile chiederci cosa stiamo già portando con noi. Magari durante l'estate abbiamo sperimentato un'abitudine che ci ha fatto stare bene, una consapevolezza, un ritmo diverso, una relazione. Non tutto quello che accade d'estate deve essere archiviato con le vacanze. Spesso, quando ci concediamo di ascoltarci un po' di più, riusciamo ad allinearci con il nostro ritmo e con i nostri desideri.


Cosa sto facendo per abitudine e cosa per scelta?

Molte attività continuano semplicemente perché esistono da tempo, non perché siano ancora significative. Preservare le abitudini è una caratteristica umana: funziona per economia cognitiva, ci semplifica la vita. A volte però le abitudini continuano a occupare spazio anche quando non rispecchiano più ciò che conta per noi. Forse, anziché progettare traguardi mirabolanti, potremmo osservare quali cose scegliamo davvero di fare e quali, potendo scegliere, non rifaremmo più.


Quali aspettative sento davvero mie?

Fare progetti è inevitabile. Ma, con la stessa distinzione tra abitudine e scelta, possiamo guardare anche le aspettative: quali appartengono davvero a me? A volte assorbiamo quelle di chi ci circonda, che con le migliori intenzioni ci propone una sua visione di come potremmo essere o di come ci vedrebbe bene. Se facciamo fatica a stare in contatto con i nostri desideri e bisogni, il rischio è assumere le aspettative altrui come nostre, e investirci sforzi ed energie.


La direzione conta più della velocità

Alcune delle domande più importanti non riguardano cosa fare di più, ma cosa continuare a fare, cosa lasciare andare e chi stiamo diventando nel frattempo.

Forse settembre può servire non a ripartire più velocemente, ma a guardare con un po' più di attenzione la direzione in cui stiamo andando.


Quando può essere utile un supporto psicologico

Se il rientro ti mette addosso più pressione che slancio, o se fatichi a distinguere i tuoi desideri dalle aspettative degli altri, un percorso psicologico può aiutarti a fare chiarezza. Puoi contattarmi per un primo colloquio conoscitivo a martinasanvito@icloud.com


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