Non riesco a rilassarmi: perché non riusciamo mai a riposarci davvero?
- 21 ore fa
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In vacancaza ma con la testa altrove: la differenza tra pausa e recupero.
Non riesco a rilassarmi nemmeno in vacanza
Le aspettiamo per mesi, immaginandole come il momento in cui finalmente recupereremo le energie, rallenteremo e ci sentiremo meglio. Poi le ferie arrivano davvero. Eppure, dopo qualche giorno, molte persone si accorgono di qualcosa di strano: sono lontane dal lavoro, hanno meno impegni, ma non riescono a rilassarsi.
Se ti sei detto anche tu "non riesco a rilassarmi", sappi che non è un difetto di fabbrica. Più spesso è una questione di come funziona il riposo, e di cosa portiamo in valigia senza accorgercene.
La differenza tra pausa e recupero
Spesso confondiamo due cose diverse. Una pausa interrompe l'attività, come mettere in pausa un video. Il recupero permette al sistema di rigenerarsi, come mettere il telefono in carica. Per questo a volte, quando la pausa finisce, non ci sentiamo affatto più carichi e pronti a ricominciare.
Un esempio: se ti prendi dieci minuti di pausa dal lavoro per un caffè, ma li passi a scorrere il telefono o controllare le mail, non stai recuperando. L'attività è sospesa, ma la mente è rimasta lì, in apnea, in attesa di ricominciare. Recuperare sarebbe fare due chiacchiere con un collega, leggere un articolo che ti incuriosisce o, perché no, goderti quel caffè dandogli tutta la tua attenzione.
Si può essere in pausa senza essere davvero in recupero. E le vacanze non fanno eccezione.
Quando la vacanza diventa un altro progetto da gestire
C'è poi il tema della performatività: le vacanze diventano spesso occasioni per fare, più che per riposare. Ci concentriamo dentro tutto quello a cui abbiamo rinunciato durante l'anno: vedere tutto, sfruttare le giornate, avere storie da raccontare al ritorno o da postare sui social.
Finiamo per trattare la vacanza con la stessa logica che usiamo tutto l'anno: organizzare, produrre, ottimizzare. Dietro c'è spesso la paura di perderci qualcosa, di non aver sfruttato l'occasione al massimo. E il tempo del recupero, quello apparentemente vuoto, ci sembra tempo sprecato. È esattamente il contrario.
La stessa mente di tutto l'anno, con un panorama diverso
Durante l'anno siamo abituati a misurare il tempo: sveglie, appuntamenti, call, slot in agenda, routine che riempiono ogni spazio. Poi arrivano le tanto attese ferie, magari prendiamo un aereo, e la mente resta legata alla stessa logica: riempire gli slot, ottimizzare l'esperienza.
Possiamo cambiare città, spiaggia o montagna, e continuare a vivere ogni giornata con la stessa urgenza che ci accompagna il resto dell'anno. Così non stiamo recuperando: stiamo solo correndo con uno sfondo più bello.
Riposare davvero è sospendere il dover fare
Il riposo non dipende solo dall'avere meno cose da fare. Dipende dalla possibilità di sospendere, almeno per qualche momento, la necessità di essere produttivi, efficienti o impegnati. Le vacanze non ci chiedono soltanto di fermarci: a volte ci invitano a osservare cosa succede quando lo facciamo, e semplicemente a godercelo.
Se questa fatica a ricaricarti ti accompagna anche fuori stagione, e il riposo non sembra mai bastare, può entrarci la stanchezza mentale, di cui ho parlato in un altro articolo: stanchezza mentale: sintomi, cause e cosa fare.

Quando può essere utile un supporto psicologico
Se la sensazione di non riuscire mai a staccare ti segue anche dopo le ferie, un percorso psicologico può aiutarti a capire cosa tiene la tua mente sempre accesa e a costruire spazi di recupero che funzionino davvero. Puoi contattarmi per un primo colloquio conoscitivo a martinasanvito@icloud.com

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