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Resilienza: qualcosa di più di una parola da tatuarsi.

Aggiornamento: 11 gen 2022

Resilienza: [Der. del part. pres. resiliens -entis di resilire "rimbalzare", comp. di re- "indietro" e salire "saltare"] La resistenza a rottura per sollecitazione dinamica di un materiale, determinata con apposita prova d'urto.

La psicologia prende in prestito questa parola dall'ingegneria, per descrivere quella proprietà che l'essere umano hai di resistere alle sollecitazione, alle prove d'urto, che gli eventi stressanti o traumatici che la vita gli riserva. Noi, tutti noi, possiamo vederci come degli edifici antisismici, che sono al contempo resistenti e flessibili: quando c'è un terremoto questi edifici oscillano e sembrano cadere da un momento all'altro, e invece ala fine rimangono in piedi, soldi. All'interno magari qualche sconquasso o qualche stanza a soqquadro c'è, ma nel complesso, la struttura portante ha retto e reggerà. Questi edifici hanno bisogno di una cura e una manutenzione attenta, altrimenti se una colonna cede, se un incastro non funziona più, la flessibilità, che è anche la grande forza di questi edifici, viene meno, ed essi crollano su se stessi.

Così noi, in balia degli eventi della vita, che a volte ci scuotono esattamente come dei terremoti interiori, possiamo avvalerci della forza della flessibilità, per non crollare. Non siamo immuni da qualsiasi danno, ovviamente, ma il grosso è salvo. La struttura portante della nostra persona, della nostra identità rimane salda, anche con qualche ammaccatura.

Sono poi queste ammaccature che vanno curate, disinfettare come ferite, coccolate come dei bambini a cui si è sbucciato il ginocchio e hanno paura del dolore. Bisogna prendersi cura dei propri dolori, perché è così che facciamo la manutenzione del nostro personalissimo edificio antisismico, che è la nostra psiche.

Resilienza è anche quella incredibile capacità di alcune piante di crescere in terreni impervi e disagevoli. Tutti abbiamo in mente quel piccolo fiorellino che è nato proprio lì, sul bordo della strada, in mezzo al cemento. Oppure quella pianta che ci siamo dimenticati di innaffiare per mesi, eppure è lì, rigogliosa e ostinatamente bella, come se l'avessimo riempita di attenzioni. Ecco, anche questa è resilienza, e anche questa ci appartiene come esseri umani. L'ambiente in cui cresciamo ci plasma, ci piace, ci fa crescere, ci ispira a fare meglio, oppure a dare il nostro peggio. Ma da un ambiente impervio, difficile, non fertile, non è detto che non possa nascere e crescere un essere forte, flessibile, capace e.... ostinatamente bello.


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