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Intelligenza Artificiale: così realistica che ha anche le allucinazioni

Che cos’è l’Intelligenza Artificiale

Per Intelligenza Artificiale (IA) si intende la capacità di un sistema di mostrare abilità tipicamente umane, come il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività (ISO/IEC 42001:2023 – Information technology - Artificial intelligence Management System).

Oggi si parla molto di IA generativa, quella che produce testi, immagini, suoni o video, rispondendo alle nostre richieste e simulando un dialogo umano.

Gli esempi più noti? Le ChatBot come ChatGPT o Gemini, capaci di dialogare con noi e creare contenuti in modo autonomo.

Ma insieme al fascino, arrivano anche i dubbi:

Ci renderà meno intelligenti? Ci sostituirà nel lavoro? È davvero affidabile?


L’IA è uno strumento, non un essere pensante

Nella storia dell’innovazione, ogni nuova tecnologia ha generato paura e diffidenza. Ma vale la pena ricordarlo: l’Intelligenza Artificiale è uno strumento.

Anche quando sembra “umana”, non ha coscienza, emozioni o intenzioni.


Come ogni strumento, tutto dipende da come e per cosa viene usata.


Il pensiero statistico dell’IA

L’IA non pensa come noi: usa la statistica, non l’intuizione.

Ogni volta che fa una previsione o scrive una risposta, si basa sulla frequenza con cui certe informazioni compaiono nei dati da cui è stata addestrata.


In altre parole, propone ciò che statisticamente è più probabile, diffuso o coerente.

E qui entra in gioco un aspetto fondamentale: la qualità delle fonti.


Non tutte le informazioni sul web sono attendibili: ci sono fake news, opinioni distorte, bias culturali.

L’IA non è in grado di distinguere ciò che è vero da ciò che è solo popolare.

A meno che non venga istruita o “guidata” con criteri specifici, tenderà a ripetere ciò che trova più spesso.


Prompt e conoscenza: la guida umana dell’IA

Chi utilizza con consapevolezza questi strumenti sa che il segreto sta nel prompt — la richiesta testuale che diamo al sistema per ottenere una risposta.

Più il prompt è preciso e chiaro, più il risultato sarà utile.

Oggi esistono anche strumenti avanzati che permettono di indicare fonti specifiche da cui l’IA può attingere.

Ma anche in questi casi, serve una conoscenza di base della materia: l’IA non crea verità, rielabora ciò che conosce.

L’intelligenza rimane umana, non artificiale.


Le “allucinazioni” dell’Intelligenza Artificiale

Hai letto bene: allucinazioni.

Così vengono chiamati i casi in cui l’IA inventa informazioni false ma plausibili.


Perché accade?

L’IA è progettata per accontentare chi la usa. Se non trova una risposta, tende a crearne una che “suona bene”, coerente con ciò che pensa l’utente o con il contesto del dialogo.


Il suo obiettivo non è la verità, ma la pertinenza statistica e la soddisfazione dell’utente.

In pratica, preferisce mentire piuttosto che dire “non lo so”.


Per evitare questo rischio, alcuni sistemi permettono di abilitare una funzione che consente di rispondere “non dispongo di informazioni sufficienti” — ma non è sempre attiva di default.


L’impatto dell’IA sulla cognizione umana

L’uso dell’Intelligenza Artificiale modifica anche il nostro modo di pensare.

Ci abitua alla risposta immediata, alla semplificazione e alla riduzione dell’incertezza.


Ma la conoscenza vera richiede lentezza, dubbio, confronto.

Quando deleghiamo troppo all’IA, rischiamo di perdere il contatto con la complessità del pensiero umano.


Conoscere lo strumento diventa quindi essenziale per usarlo in modo consapevole — e non esserne usati.


L’Intelligenza Artificiale è un sistema sofisticato ma non infallibile.

Può essere un alleato prezioso per la ricerca, l’educazione, la psicologia e la comunicazione, ma solo se ne comprendiamo limiti e potenzialità.


È nella relazione tra intelligenza umana e artificiale che si gioca il futuro del nostro pensiero.


l’IA come estensione del pensiero, non come sostituzione

In questo articolo abbiamo visto alcuni aspetti fondamentali dell’Intelligenza Artificiale: dal suo funzionamento “statistico” alle sue allucinazioni, fino all’impatto che ha sul nostro modo di apprendere e di pensare.


Nel prossimo approfondimento esploreremo un tema cruciale:

come l’IA può diventare uno strumento di pensiero, un’estensione della mente umana.

Solo conoscendo i suoi meccanismi possiamo davvero renderla nostra alleata, e non il contrario.


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