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Trauma: quando c'è un "prima" e un "dopo", ma non un "adesso".

Tràuma s. m. [dal gr. τραῦμα (-ατος) «ferita»] (pl. -i). In medicina, lesione prodotta nell’organismo da un qualsiasi agente capace di azione improvvisa, rapida e violenta (Treccani)

Nel parlare comune il termine trauma viene associato a svariati eventi anche per enfatizzare una sensazione di turbamento interno: provate a pensare alla sveglia alle 4.30 del mattina o al fatto che il teenager in autobus vi ha appena lasciato il posto con tanto di "prego signora/e" (se non è traumatico questo!).

In psicologia, si parla di trauma acuto quando ci si riferisce a un evento unico sconvolgente, improvviso, imprevedibile, che travolge la vita dell'individuo. Il termine acuto lo differenzia dal trauma cronico o complesso, che invece ha uno sviluppo più articolato e reiterato nel tempo. Se dovessimo raffigurarle su una linea che identifica la vita dell'individuo, il trauma cronico/complesso sarebbe rappresentato da una serie di "t" lungo una parte della linea, più o meno grande. Il trauma acuto invece sarebbe una "T" piantata in un punto preciso della vita dell'individuo, uno spartiacque, dove c'è un prima e un dopo, in cui la persona, il mondo e gli altri, sono percepiti in maniera molto differente, e in cui il presente diventa aleatorio, nebuloso, impalpabile, confuso.

Non tutti gli eventi fortemente stressanti e sconvolgenti sono vissuti da tutti i soggetti come traumi, in alcuni casi, anzi, la reazione di ansia e paura si risolve in qualche mese, spontaneamente.

Una diversa varietà di eventi può costituire un trauma:

  • un evento accaduto direttamente alla persona

  • un evento di cui si è testimoni, o con cui si viene a contatto per motivi lavorativi (es. soccorritori)

  • un evento raccontato, di cui si viene a conoscenza

  • per i bambini possono essere traumatiche delle esperienze sessuali non in linea con il grado di sviluppo, pur non essendoci violenza sessuale, lesioni reali o minacciate.

Il trauma di per sé è un evento stressante o stressor, e come tale ha delle ricadute anche fisiologiche (te lo ricordi? ne abbiamo parlato qua), associato a sintomatologie e disturbi specifici.

Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD), il più conosciuto dal pubblico, grazie a tutti quei film e serieTv sui militari reduci di guerra, che non riescono a tornare alla vita quotidiana perché in preda ad allucinazioni di bombardamenti. Questa narrazione è dovuta al fatto che, i primi casi sono stari proprio i soldati che tornavano dalla guerra e presentavano sintomatologie molto invalidanti e pervasive, che andavano a peggiorare sensibilmente la qualità di vita:

  • Continuo rivivere l'evento tramite pensieri ricorrenti, incubi, flashback (quelle che nei film vengono rappresentate come allucinazioni), in cui l'individuo si sente o si comporta come se l'evento traumatico si stia verificando in quel momento;

  • Iperattivazione, che si manifesta con esplosioni di rabbia, scarsa capacità di concentrazione, insonnia, reazioni istintive e, a volte, pericolose;

  • Evitamento delle situazioni che ricordano l'esperienza, anche solo vagamente;

  • Incapacità di ricordare un aspetto importante dell'evento traumatico;

  • Credenze negative persistenti ed esagerate su se stessi, gli altri o il mondo (es. "Io sono cattivo", "Non ci si può fidare di nessuno" );

  • Pensieri distorti persistenti rispetto alla causa o alle conseguenze dell’evento, l'individuo ad incolpa se stesso o agli altri, e spesso portano con se sentimenti di paura, rabbia, senso di colpa o vergogna;

  • Diminuzione di interesse o partecipazione ad attività piacevoli, sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri, incapacità di provare emozioni positive (come felicità, soddisfazione o sentimenti di amore).

Un'altra possibilità è lo sviluppo del Disturbo dell'Adattamento, che compare in seguito ad uno o

più eventi o situazioni di stress di tipo psicosociale, come per esempio un lutto, crisi finanziarie o un trasferimento. È caratterizzato da intensa sofferenza soggettiva con presenza di sintomi depressivi, ansia, sintomi fisici e compromissione dei rapporti sociali, del rendimento nel lavoro e nello studio. Può essere spiegato come una reazione molto accentuata a un evento stressante, che però per la persona ha un significato estremamente pregnante.

Un altro disturbo non presente nel DSM, ma che ha forte rilevanza clinica è il Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso (PTSDc) che ha origine da traumi severi, prolungati e ripetuti, soprattutto di natura interpersonale (es. prigionia, maltrattamenti ripetuti). Oltre alle sintomatologie del PTSD se ne aggiungono altre, anche di natura somatica, che comprendono un'alterazione della percezione di sé, dell'aggressore e della realtà, soverchiando anche le credenze presenti prima di quel momento.

Con questa breve panoramica, siamo riusciti a fare solamente un volo perlustrato in un mondo che è infinitamente più profondo e delicato. Spero lasci un po' più di consapevolezza di quanto il modo in cui viviamo la realtà possa influenzare molto il nostro benessere, e di quanto il vissuto di ciascuno di noi sia unico, peculiare e non giudicabile: ciò che per me può essere banale, per l'altro può avere un significato profondo ed estremamente doloroso, che nessuno ha la facoltà o il diritto di obiettare.




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